R.L.S.T.

Rappresentante Lavoratori Sicurezza Territoriale Pesaro Urbino

Prezzario regionale costi sicurezza

Prezzario della Regione Marche per il calcolo dei costi per la sicurezza

Linee guida ISPESL

Linee guida tecniche per il settore delle costruzioni

Dati INAIL infortuni

Banca dati dell'INAIL su tutti gli infortuni rilevati nei luoghi di lavoro

Programma per la redazione dei POS - piani operativi di sicurezza

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Statuto del CPT Pesaro Urbino

ART. 1- Costituzione

Ai  sensi dell’art.36 e seguenti del Codice Civile è costituito l’Ente  Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione degli  infortuni,l’igiene e l’ambiente di lavoro per le attività edilizie ed  affini della Provincia di Pesaro Urbino.

L’Ente CPT non ha scopo di lucro.

L’Ente  è lo strumento per il perseguimento dei fini istituzionali previsti dal  presente statuto e dai contratti collettivi stipulati tra  ANCE,INTERSIND e le Federazioni nazionali dei lavoratori  (FENEAL-UIL,FILCA-CISL e FILLEA-CGIL) nonchè tra ASSINDUSTRIA Pesaro  Urbino-Collegio dei Costruttori e la FENEAL-UIL,le FILCA-CISL e la  FILLEA-CGIL della Provincia di Pesaro Urbino.

L’Ente costituisce per l’edilizia l’organismo paritetico di cui all’art.20 del Decreto Legislativo 19.9.1994 n°626.

ART.2- Partecipazione al sistema di sicurezza edile.

L’Ente  fa parte del sistema di sicurezza nazionale paritetico di categoria  coordinato dalla Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione  infortuni,l’igiene e l’ambiente di lavoro,secondo quanto previsto dai  contratti ed accordi collettivi di cui all’art.1 del presente statuto.

ART.3- Scopi statutari

L’Ente  ha per scopo lo studio dei problemi generali e specifici inerenti alla  prevenzione degli infortuni,l’igiene del lavoro ed in genere al  miglioramento dell’ambiente di lavoro,formulando proposte e  suggerimenti e promuovendo o partecipando ad idonee iniziative.

ART.4- Attivita’dell’Ente.

Per realizzare gli scopi ed i fini di cui al precedente articolo, l’Ente:

a) Si avvale:

-della propria struttura tecnica.

-delle  altre strutture paritetiche costituite ai sensi del vigente C.C.N.L.  dell’edilizia,stipulato tra le parti di cui all’art.1.

-di soggetti pubblici o privati competenti in materia.

b) suggerisce l’adozione di iniziative dirette:

-allo svolgimento di corsi di prevenzione per le persone preposte all’attuazione della normativa antinfortunistica.

-alla  introduzione ed allo sviluppo dell’insegnamento delle discipline  prevenzionali nell’ambito della formazione professionale per i mestieri  dell’edilizia.

-all’attuazione  di interventi formativi ed informativi in materia di sicurezza e salute  per le maestranze edili,i rappresentanti dei lavoratori per la  sicurezza,i responsabili del servizio prevenzione e protezione,nonché i  coordinatori per la sicurezza.

c)  promuove iniziative per la diffusione anche nei luoghi di lavoro di  materiale e di propaganda sui temi della sicurezza e della salute.

d)  si avvale della segnalazioni riguardanti i problemi della  prevenzione,dell’igiene e delle condizioni ambientale nei cantieri e  negli stabilimenti,che potranno essere effettuate da ciascuna della  Organizzazioni rappresentate nell’Ente,dalle rappresentanze sindacali  unitarie,dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza,dai datori  di lavori o dai lavoratori.

e)  esercita,con le procedure di cui al succ.art.16,ogni opportuno  intervento nei luoghi di lavoro per favorire l’attuazione delle norme  di legge sugli apprestamenti e le misure prevenzionali e sull’igiene  del lavoro,nonché sulle condizioni ambientali in genere,avvalendosi  allo scopo di tecnici professionalmente qualificati.

f) inoltre.

-svolge i compiti di conciliazione delle controversie di cui all’art.20 del Decreto Legislativo 19.9.1994 n°626.

-svolge  di concerto con l’Ente Scuola Edile,funzioni di orientamento e di  promozione di iniziative formative nei confronti dei lavoratori.

-provvede  alla istituzione ed alla conservazione di un "elenco" dei nominativi  dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza,eletti o designati  nel territorio di competenza dell’Ente.

-certifica  in funzione delle leggi vigenti la formazione di coordinatori per la  sicurezza sulla base della documentazione fornita dagli Enti Scuola

ART:5.-Sede e durata.

L’Ente ha sede in Pesaro,Via Toscana 113-c/o le Scuole Edili.

La durata dell’Ente è indeterminata nel tempo.

ART.6- Rappresentanza legale.

La rappresentanza legale dell’Ente spetta al Presidente.

ART.7- Composizione del Consiglio di Amministrazione.

L’Ente è amministrato da un Consiglio di Amministrazione composto da 6 membri designati pariteticamente.

1) n°3 dall’Associazione territoriale dei datori di lavoro di cui all’art.1.

2) n°3 dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori di cui art.1.

i  membri di Consiglio di Amministrazione durano in carica tre anni e  possono essere confermati,è data però facoltà alle organizzazioni  designanti di provvedere alla loro sostituzione anche prima dello  scadere del mandato.

I  membri del Consiglio nominati in sostituzione di quelli eventualmente  cessati,per qualunque causa,restano in carica fino a quando vi  sarebbero rimasti i membri che hanno sostituito.

Tutte le cariche sono gratuite.

ART.8- Presidente,Vicepresidente e Comitato di Presidenza.

Uno  dei rappresentanti nominato dall’Organizzazione dei datori di lavoro di  cui all’art.1 assume su designazione della stessa Organizzazione la  carica di Presidente ed uno dei rappresentanti nominati dalle  Organizzazioni dei lavoratori di cui all’art.1 assume,su designazione  delle stesse Organizzazioni,la carica di Vicepresidente.

Il  Presidente ed il Vicepresidente possono delegare per iscritto le  funzioni,in parte o integralmente, in caso di impedimento,ad altro  membro del Consiglio di Amministrazione fra quelli  designati,rispettivamente,dall’Associazione Costruttori edili a dalle  Organizzazioni dei lavoratori.

Il  Presidente ed il Vicepresidente costituiscono il Comitato di  Presidenza,il Presidente come specificato all’art.6 ha la  rappresentanza legale dell’Ente.Il Comitato di Presidenza è delegato  dal Consiglio di Amministrazione a:

a) curare l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione seguendone l’attuazione.

b) intraprendere rapporti con terzi a nome dell’Ente.

d) proporre la Consiglio di Amministrazione la ratifica della nomina del Segretario di cui al successivo art.12.

d) proporre al Consiglio di Amministrazione la nomina dei tecnici.

e)  predisporre il piano revisionale delle entrate e delle uscite nonché il  bilancio consuntivo da sottoporre al Consiglio di Amministrazione.

Il  Comitato di Presidenza gestisce inoltre sulla base degli indirizzi del  Consiglio di Amministrazione le risorse finanziarie dell’Ente con firma  congiunta,con potere di nominare procuratori scelti tra i componenti  del Consiglio di Amministrazione.

Per la durata del Comitato di Presidenza valgono le disposizioni previste di cui all’art.7 per il Consiglio di Amministrazione.

ART.9- Convocazioni ed attività del Consiglio di Amministrazione.

Il  Consiglio di Amministrazione si riunisce per norma ogni tre mesi ed in  via straordinaria ogni qualvolta sia richiesto dal Presidente,dal  Vicepresidente o da almeno tre membri di Consiglio di Amministrazione  stesso.

Ove  le riunioni non siano preventivamente programmate,la convocazione del  Consiglio di Amministrazione è fatta mediante avviso scritto da  recapitarsi almeno 7 giorni prima di quello fissato per la  riunione,ovvero in caso di urgenza,mediante tempestivo preavviso.

Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa di norma il Segretario.

Il Consiglio di Amministrazione ha il compito di:

a) definire e deliberare i programmi di attività

b) approvare il piano previsionale della entrate ed uscite dell’Ente.

c) approvare il bilancio consuntivo che scade il 30 settembre di ogni anno.

d) verificare il funzionamento della struttura operativa dell’Ente,predisponendo gli opportuni adeguamenti.

e) deliberare sui rapporti di collaborazione necessari al perseguimento dei fini istituzionali.

f) nomina il Segretario di cui al succ.art.12,su proposta del Comitato di Presidenza.

g) definire i criteri per la scelta di tecnici professionalmente qualificati e ratificarne la nomina.

h)  proporre ogni utile iniziativa volta a favorire la diffusione della  sicurezza,in conformità degli scopi individuati dalle parti sociali.

ART.10- Validità delle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

Per  la validità delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e delle  deliberazioni relative,è necessaria la presenza di almeno la metà più  uno dei componenti.

Ciascun membro ha diritto ad un voto.

Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta di voti.

Delle adunanze viene redatto verbale dal Segretario o in assenza di questi da un incaricato dal Presidente o dal Vicepresidente.

Il verbale è approvato da Consiglio di Amministrazione e sottoscritto dal Presidente e dal Vicepresidente.

ART.11- Bilanci dell’Ente.

L’esercizio  finanziario dell’Ente ha decorrenza dal 1 ottobre di ciascun anno e  termina il 30 settembre successivo.Alla fine di ogni esercizio  finanziario il Comitato di Presidenza predispone il bilancio  consuntivo,in conformità alle norme contrattuali,da approvarsi da parte  del Consiglio di Amministrazione entro sei mesi dalla chiusura  dell’esercizio.

Entro  lo stesso termine deve essere approvato il piano revisionale delle  entrate e delle uscite per l’esercizio successivo,correlato dalle  previsioni e programmazioni delle attività.

Nel  periodo intercorrente tra il 1 ottobre di ogni anno e la data di  approvazione del piano revisionale delle entrate e delle uscite  relativo all’esercizio finanziario in corso,si provvede alla gestione  economico-finanziaria dell’Ente,in via provvisoria,sulla base del piano  revisionale approvato nell’esercizio precedente.Almeno due mesi prima  della scadenza del termine di cui ai commi secondo e terzo,il piano  revisionale delle entrate e delle uscite deve essere predisposto in  forma analitica dal Comitato di Presidenza e trasmesso alle  Organizzazioni territoriali di cui all’art.1.nonché ai componenti il  Consiglio di Amministrazione.

Sia  il bilancio consuntivo che il piano previsionale delle entrate e delle  uscite,approvati secondo lo schema adottato dalle parti nazionali ed  accompagnati dalle relazione del Presidente e da quella del Collegio  dei Sindaci Revisori,devono essere trasmessi entro un mese dalla loro  approvazione per le verifiche di conformità e le valutazioni di merito  delle Organizzazioni territoriali di cui all’art.1 nonchè alla  Comissione Paritetica Nazionale per la prevenzione degli  infortuni,igiene ed ambiente di lavoro.

Nella  compilazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite e del  bilancio consuntivo deve essere seguito lo schema unico la cui  determinazione è di competenza della Associazioni nazionali di cui all’  art.1.

ART.12- Il Segretario.

Le  Organizzazioni territoriali di cui all’art.1 possono provvedere alla  designazione del Segretario sulla base di una selezione collegata  esclusivamente a criteri di professionalità.

ART.13- Entrate.

Le entrate del Comitato sono costituite da.

a.      contributi  stabiliti dai contratti e dagli accordi nazionali stipulati dalle  Associazioni di cui all’art.1 e nell’ambito di questi accordi stipulati  tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori della  Provincia di Pesaro Urbino ad esse aderenti.

b.      interessi attivi sui predetti contributi.

c.       sanzioni per ritardato versamento dei contributi di cui alla lettera a).

d.      somme  riscosse per lasciti e donazioni,elargizioni ed in genere atti di  liberalità o per qualsiasi altro titolo ordinario e straordinario  riguardante la gestione dell’Ente.

e.      finanziamenti e sovvenzioni di Ministeri,Pubbliche Amministrazioni,Enti Pubblici e Privati nazionali ed internazionali.

ART.14- Patrimonio sociale.

Il patrimonio dell’Ente è costituito:

a.      dai beni mobili ed immobili che per acquisti,lasciti e donazioni e per qualsiasi altro titolo vengano in proprietà dell’Ente.

b.      Dagli avanzi di gestione e dalle somme destinate a formare speciali riserve di accantonamenti.

c)  dalle somme che per qualsiasi titolo,previe le eventuali autorizzazioni  di legge,sono destinate ad entrare nel patrimonio dell’Ente.

d)  è fatto comunque divieto di distribuire,anche in modo indiretto,utili  ed avanzi di gestione,nonché fondi,riserve o capitale,durante la vita  dell’Ente.

ART.15- Controversie.

Qualsiasi  controversia inerente all’interpretazione ed all’applicazione del  presente statuto è deferita all’esame delle Organizzazioni territoriali  di cui all’art.1.

In  caso di mancato accordo tra le stesse la controversia è rimessa alle  predette Associazioni nazionali di cui all’art.1. che decidono in via  definitiva.

ART.16- Intervento sui luoghi di lavoro.

Per  l’attività di cui alla lettera e) dell’art. 4,il Consiglio di  Amministrazione determina le modalità concrete di svolgimento delle  attività di cui sopra compatibilmente con le disponibilità finanziarie  dell’Ente.

Esso può altresì stabilire i modi degli eventuali interventi di emergenza dell’Ente per i casi di particolare gravità.

Le attività suddette sono disciplinate in via prioritaria come segue:

su  espressa richiesta delle Imprese aderenti o dei rappresentanti dei  lavoratori per la sicurezza,il Comitato di Presidenza programma  l’effettuazione di visite dei tecnici finalizzate a fornire valutazioni  e supporto alle Imprese medesime ed ai suddetti rappresentanti su  specifiche misure di prevenzione concretamente da adottarsi nel singolo  luogo di lavoro.

Il  Consiglio di Amministrazione,tenuto conto delle risorse organizzative  in possesso dell’Ente, può programmare in via autonoma l’effettuazione  da parte dei tecnici di visite a luoghi di lavoro.Le visite sono  disposte normalmente con criteri di territorialità o di tipologia  produttiva.L’effettuazione del programma è autorizzata dal Comitato di  Presidenza.Il Segretario dà comunicazione preventiva dei programmi  delle visite disposte dal Consiglio di Amministrazione ai titolari o  legali rappresentanti delle Imprese e ai rappresentanti dei lavoratori  per la sicurezza cui fanno capo i luoghi di lavoro.

Il  tecnico incaricato della visita ha il compito di fornire chiarimenti e  consigli al rappresentante dell’Impresa ed ai lavoratori e/o  rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza,nonché di impartire  immediatamente le istruzioni più opportune,indicandone i tempi di  attuazione e di riferire tempestivamente al Segretario.

Ove  possibile allo scadere dei tempi,è effettuata una seconda visita allo  scopo di accertare l’attuazione delle misure suggerite.

Sulla  relazione dei tecnici,il Comitato di Presidenza,al quale compete  valutare le comunicazioni da fornire al riguardo al Consiglio di  Amministrazione,è informato tramite il Segretario.

Ove  risulti che le istruzioni fornite e gli interventi effettuati non hanno  sortito esito,il Consiglio di Amministrazione ne dispone la  segnalazione alle Organizzazioni territoriali di cui all’art.1 per le  iniziative del caso.

Le  procedure di cui sopra non esonerano le Imprese da eventuali loro  responsabilità penali,né le esimono dal dare applicazione alle  disposizioni o prescrizioni che fossero ad esse impartite dai  competenti Organi ispettivi o di controllo previsti dalla legge.

ART.17- Il segreto di ufficio.

I  membri del Consiglio di Amministrazione e ogni altra persona che  partecipi alle riunioni dell’Ente,nonché i tecnici medesimi di cui  all’art. 4),alla lettera e) ed il personale dell’Ente medesimo,sono  tenuti a rispettare il segreto di ufficio.

ART.18- Collegio dei Sindaci Revisori.

a) Composizione

Il  Collegio dei Sindaci Revisori è composto di tre membri designati  rispettivamente:uno dal Collegio dei Costruttori Edili della Provincia  di Pesaro Urbino,uno dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori in  accordo tra loro ed il terzo,che presiede il Collegio,di comune accordo  tra tutte le Organizzazioni territoriali di cui all’art.1.

I  membri del Collegio Sindacale designati dalle Organizzazioni  territoriali competenti devono essere scelti tra gli iscritti all’Albo  dei ragionieri collegiati,oppure all’Albo dei Dottori  commercialisti,oppure nel Registro dei Revisori contabili. Il  Presidente del Collegio deve essere iscritto nel ruolo dei Revisori  Ufficiali dei conti o nel Registro dei revisori contabili.

In mancanza di accordo la designazione è fatta del Presidente del Tribunale.

b) compensi

Ai  Sindaci è corrisposto un compenso annuo,il cui ammontare viene fissato  di anno in anno dal Consiglio di Amministrazione in sede di  approvazione del bilancio preventivo.

c) durara
  d) I sindaci durano in carica un triennio e possono essere riconfermati.
  e) Attribuzioni

I  Sindaci revisori esercitano le attribuzioni e hanno i doveri di cui  agli artt. 2403,2404 e 2407 del Codice Civile in quanto  applicabili.Essi devono riferire al Consiglio di Amministrazione le  eventuali irregolarità riscontrate durante l’esercizio delle loro  mansioni.

Il  Collegio dei Sindaci revisori esamina i bilanci consuntivi dell’Ente  per controllarne le rispondenza con i registri contabili.Esso si  riunisce ordinariamente una volta al semestre ed ogni qualvolta il  Presidente del Collegio dei Sindaci revisori lo ritenga opportuno  ovvero quando uno dei Sindaci ne faccia richiesta.La convocazione è  fatta senza alcuna formalità di procedura. I Sindaci revisori  partecipano alle riunioni del Consiglio di Amministrazione senza voto  deliberativo.

ART.19- Personale dell’Ente.

L’assunzione  del personale dell’Ente è decisa dal Consiglio di Amministrazione,su  proposta del Comitato di Presidenza,sulla base di una selezione  collegata a criteri di professionalità.

Al  personale dell’Ente deve esser assicurato un trattamento conforme alla  normativa di legge,tenuti presente i contratti collettivi di lavoro  vigenti per la categoria edile.

Il  trattamento economico e normativo del personale dell’Ente è stabilito  dal Comitato di Presidenza,nell’ambito delle direttive deliberate dal  Consiglio di Amministrazione.

ART.20- Liquidazione.

La  messa in liquidazione dell’Ente è disposta con accordo tra le  Organizzazioni de Datori di lavoro e dei lavoratori di cui all’art.1,su  conforme decisione congiunta delle Associazioni nazionali,sentito il  parere della Commissione nazionale paritetica per la prevenzione  infortuni,l’igiene e l’ambiente di lavoro. Nell’ipotesi di messa in  liquidazione,le Organizzazioni territoriali di cui al comma precedente  provvederanno alla nomina di uno o più liquidatori.

Trascorsi  i sei mesi dalla messa in liquidazione,provvederà in difetto il  Presidente del Tribunale competente per la circoscrizione territoriale.

Le  Organizzazioni predette determinano,all’atto della messa in  liquidazione dell’Ente i compiti del o dei liquidatori e  successivamente ne ratificano l’operato.

Il  patrimonio netto risultante dai conti di chiusura della liquidazione  dovrà essere comunque devoluto ad altra Istituzione di assistenza e  beneficenza ed istruzione,che opera a favore della categoria edile o ad  altra organizzazione con finalità analoghe purchè abbia fini di  pubblica utilità,che sarà indicata dalle Organizzazioni stesse,sentito  l’Organo di controllo di cui all’art.3 comma 190 della Legge 23.12.1996  n°662.

ART.21- Modifiche dello Statuto dell’Ente.

Le  modifiche dello Statuto dell’Ente sono approvate dalle Organizzazioni  territoriali de Datori di lavoro e dei Lavoratori di cui  all’art.1,sentito il parere del Consiglio di Amministrazione e dalla  Commissione nazionale paritetica per la prevenzione infortuni,l’igiene  e l’ambiente di lavoro.

Pesaro, li 17.12.1998